Home VARIE Milano: inviata cartella di debito ad un uomo morto quindici anni fa

Milano: inviata cartella di debito ad un uomo morto quindici anni fa

62
0

A Milano, nei giorni scorsi, è accaduto un episodio sui generis. L’Ordine dei Geologi ha inviato per raccomandata una richiesta di pagamento pari a 285 euro e 80 centesimi ad un destinatario che non esiste più. La famiglia ha ricevuto la cartella di debito per quote annuali non pagate all’Ordine dal 1969 al 1993, ma il geologo è morto nel 2004.

Interviene la Federconsumatori

La famiglia milanese, dopo aver raccolto tutta la documentazione inerente la debitoria del padre defunto, si è rivolta alla Federconsumatori Milano. L’avviso di pagamento, intestato all’uomo morto quindici anni or sono, è arrivato a destinazione con un ritardo di decenni.

Di conseguenza non sarebbe più esigibile. Una sentenza della Corte di Cassazione a sezioni unite stabilisce la prescrizione dei debiti non contestati in cinque anni.

Anche se venissero accertati, i debiti del geologo sarebbero  contestati oltre il termine fissato dalla legge. Quindi, in pratica, non hanno più alcun valore.

Il presidente di Federconsumatori Milano, proprio sulla scorta della sentenza della Cassazione, ha dichiarato di voler chiedere l’annullamento del tributo. Il caso posto all’attenzione dell’associazione che da anni si occupa di tutela dei consumatori è piuttosto anomalo.

L’uomo, nato nel 1915, è stato iscritto all’ordine professionale dei geologi fino al raggiungimento della pensione. Nella richiesta di pagamento che la famiglia ha ricevuto nei giorni scorsi non sono stati riportati nel dettaglio gli anni in cui il geologo non ha versato la quota annuale, ma soltanto un generico “range temporale” fissato tra il 1969 e il 1993.

La richiesta di Federconsumatori Milano

Poiché la richiesta è palesemente “assurda” la Federconsumatori chiede all’Ordine la cancellazione della cartella esattoriale. A sostegno di tale legittima richiesta vi è la sentenza della Corte di Cassazione a sezioni Unite, che ha fissato in cinque anni il limite temporale massimo per la prescrizione dei debiti non contestati.

La Federconsumatori sta però ampliando il raggio dell’inchiesta: dietro a casi simili potrebbe esserci un tentativo di fare cassa. Chi ha ricevuto raccomandate analoghe dovrebbe attendere prima di pagare e capire se si tratta di un errore da sanare o meno.