Home CRONACA Milano, suicida un padre separato: è un disagio sociale enorme

Milano, suicida un padre separato: è un disagio sociale enorme

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Si è ucciso perché non riusciva a mantenere i suoi tre figli, minorenni, dopo la separazione con sua moglie. Un caso drammatico quello del “papà poetaMourad (nome di fantasia), di 52 anni, che però fa riflettere su un fenomeno sociale purtroppo in crescita nel nostro Paese.

L’uomo era impiegato in una cooperativa che offriva servizi ai disabili e percepiva meno di mille euro al mese. Dopo la separazione (conflittuale) con la moglie, Mourad era caduto in depressione perché, con il suo stipendio, non era in grado di mantenere i figli.

Nella notte tra il 7 e l’8 Febbraio scorso Mourad si è impiccato ad una trave nella casa in cui viveva.

La storia drammatica di Mourad, originario del Marocco in Italia da trenta anni, è simile a quella di tanti padri italiani ridotti sul lastrico a causa di una separazione. Alla depressione si è aggiunta la frustrazione di non riuscire ad aiutare economicamente i propri figli. Mourad è rimasto solo e disperato.

Il Presidente dell’Associazione Padri separati di Milano, Ernesto Emanuele, si ricorda di quest’uomo, che si era rivolto all’associazione un mese prima di compiere l’estremo gesto. La moglie lo aveva denunciato perché non contribuiva al mantenimento economico dei figli, ma lui con quel misero stipendio riusciva a malapena a pagare l’affitto di casa.

Da tempo l’associazione cerca di mobilitare il Governo a legiferare in favore di tanti, troppi genitori disperati e alienati che rischiano di compiere gesti estremi come quello del povero Mourad.

Il papà poeta scriveva bellissime poesie, ed ora una sua amica vorrebbe raggrupparle in un libro da pubblicare in sua memoria. La donna racconta: “Troppo spesso i padri separati vengono lasciati soli, soprattutto quando non hanno una rete di supporto. Lui aveva un Cud che superava di poco gli 11mila euro all’anno, niente in una regione come la nostra dove il costo della vita è alto“.

A Milano il numero dei padri separati in difficoltà è piuttosto alto. Si tratta per lo più di uomini italiani sulla cinquantina. Anche la Caritas Ambrosiana interviene spesso in loro aiuto, con posti letto e mensa giornaliera.

Ci sono parrocchie, come quella di Sant’Anselmo da Baggio, in cui sono avviati progetti specifici a favore di padri separati. Il responsabile Alessandro Pezzoni ha dichiarato: “Le situazioni più difficili si presentano quando oltre al lavoro precario ci sono alimenti e mutuo da pagare. In una città come Milano, con un costo della vita così alto, quando si cade è davvero difficile rimettersi in sesto”.