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Il Covid e la paura di un nuovo picco: Milano sotto osservazione

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Il nuovo Dpcm, come previsto, è stato anticipato alla notte tra lunedì e martedì; e contiene misure restrittive, seppure nessuna vera e propria “scure”, per limitare laddove possibile i contatti tra le persone. E così, ad esempio, sono sospese le partite di calcetto amatoriali (e di ogni altro sport di contatto). Sono consigliate le mascherine in casa se tra persone non conviventi. E’ prescritto lo smart working per il 70% dei dipendenti pubblici. I bar chiuderanno alle 24. Le gite scolastiche sono sospese. Alle cerimonie non parteciperanno più di trenta persone. E così via.

La città di Milano è sotto osservazione. A marzo, pur essendo stata la prima città d’Italia per numero di contagi, ha “limitato” i problemi certamente grazie al lockdown generalizzato, ma ora l’Ats calcola un indice Rt di 1,48, decisamente più alto dei mesi scorsi, sfiorando la soglia di allerta di 1,5, sebbene siano compresi nei calcoli anche gli asintomatici. E l’alto numero di asintomatici tra i positivi al covid è una delle principali differenze rispetto alla “prima ondata” di primavera.

L’evoluzione settimanale mette allarme in Ats. Tra il 4 e il 10 ottobre, i nuovi positivi sono raddoppiati nel territorio di Città Metropolitana e, secondo le stime, aumenteranno ancora nella settimana 11-18 ottobre con qualcosa come 1.900 positivi a Milano città, come e anche peggio di metà marzo. Ma oltre alla differenza che oggi vengono scoperti molti asintomatici, le altre differenze sono l’alto numero di tamponi effettuati per trovare la stessa quantità di positivi al covid, e il numero di ricoveri ospedalieri che al momento resta relativamente basso: in tutta la Lombardia 463 non in terapia intensiva, 50 in terapia intensiva. Nulla rispetto alla corsa contro il tempo per trovare letti intensivi che tutti ricordiamo.

Movimenti negli ospedali

In particolare, dal 6 settembre risultano colpite soprattutto le fasce di età tra i 20 e i 49 anni, con anche diverse centinaia di bambini positivi, mentre a marzo, quando i positivi ai tamponi erano soprattutto sintomatici, l’età media era più alta. I ricoveri non preoccupano. Ma qualche movimento negli ospedali si inizia a notare. Alcuni pazienti milanesi sono stati trasferiti altrove. Gli ingressi autonomi al pronto soccorso sono oggi, in città, soprattutto da parte di chi ha sintomi simili a quelli del covid. E si inizia a fare una ricognizione sugli hotel della città, per capire quali e quanti sarebbero disposti ad ospitare malati covid in quarantena, come era successo in primavera per il Michelangelo.

E’ noto infine che, rispetto alle prescrizioni dettate dal Dpcm, già nei giorni scorsi i vertici tecnici dell’assessorato al welfare di Regione Lombardia suggerivano limitazioni più drastiche, come la chiusura dei bar già alle 18 e lezioni a distanza nelle scuole secondarie superiori per diminuire la pressione sui mezzi pubblici. Una riunione del comitato tecnico scientifico lombardo è fissata per martedì pomeriggio. Potrebbe disporre restrizioni più rigide rispetto al Dpcm nazionale.

Fonte: MilanoToday