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In centinaia in fila, sotto la pioggia, per il vaccino anti covid a Milano

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Tutti in coda. Tutti in attesa. Giornata di disagi, quella di giovedì, all’Hangar Bicocca di Milano, una delle strutture meneghine trasformate in hub vaccinale per cercare di dare un’accelerata – che effettivamente è arrivata – alla campagna di somministrazione dei sieri anti covid.

Il centro in zona Bicocca ha a disposizione sedici linee vaccinali e può arrivare a un massimo di 4mila inieizioni al giorno, ma nelle scorse ore evidentemente qualcosa è andato storto. Dal primo pomeriggio, infatti, fuori dall’Hangar si sono registrate file lunghissime, con donne e uomini – per la maggior parte over 60 – che hanno atteso il loro turno sotto la pioggia, in alcuni casi battente. Gli appuntamenti inizialmente sono slittati di un paio di ore, ma l’attesa per entrare nel centro vaccinale è arrivata anche alle quattro ore.

Dall’Asst Nord Milano, che gestisce l’hub, hanno fatto sapere che i disagi non si sono verificati per l’aumento delle iniezioni – anche perché contestualmente sono state aumentate le linee vaccinali – e hanno chiarito che i problemi sono nati perché qualcuno si è presentato in anticipo e, soprattutto, per i tempi delle anamnesi. Alcuni colloqui con medici e infermieri sono andati per le lunghe e in un amen si è creato l’effetto collo di bottiglia che ha poi dato origine alle file fuori dall’Hangar, dove giovedì sono comunque state iniettate 2.300 dosi.

Il precedente (costato caro ad Aria)

A inizio marzo scene simili si erano verificate fuori dal centro vaccinale di Niguarda, dove si erano ritrovati 900 anziani in fila per il vaccini a causa degli sms sbagliati di Aria, il sistema di prenotazione studiato dalla società regione Lombardia che nei giorni successivi avrebbe poi creato altri problemi, lasciando vuoti gli hub vaccinali sempre per errori nelle comunicazioni.

Il coordinatore lombardo per i vaccini, Guido Bertolaso, aveva immediatamente attaccato la stessa Aria, seguito a ruota dall’assessore al welfare, Letizia Moratti. Qualche giorno dopo la piattaforma regionale è poi stata abbandonata per lasciare spazio al portale di Poste.

Fonte: MilanoToday