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I rapinatori con pensione e reddito di cittadinanza e l’ultimo colpo per andare ai Caraibi

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I rapinatori con pensione e reddito di cittadinanza e l'ultimo colpo per andare ai Caraibi

In manette un 58enne, precettore del reddito di cittadinanza, e un 65enne, pensionato e già ai domiciliari. Sono accusati di una rapina in una sala slot a Senago.

Il 9 novembre, ventisette giorni dopo il colpo, senza sapere di essere intercettati, si incoraggiavano a vicenda. Parlavano di un “segnale bello forte”, della necessità di “ripigliarci” e di quel sogno neanche tanto nascosto: partire e andare ai Caraibi. Un sogno finito ancora prima di iniziare, però, perché per entrambi, adesso, sono scattate le manette.

In cella, con le accuse di rapina aggravata e furto in concorso, sono finiti Vincenzo Buda – 58 anni, origini reggine ma da tempo residente a Saronno – e Romano Fleres, 65 anni, anche lui residente nel paese del Varesotto e già ai domiciliari. I due, entrambi con numerosissimi precedenti alle spalle, sono ritenuti i responsabili della rapina messa a segno il 13 ottobre scorso in una sala slot di via Roma a Senago, nel Milanese. Quella mattina, verso le 9.40, due uomini – entrambi con cappello alla pescatora in testa e scaldacollo a coprire il viso – erano entrati nel locale e avevano subito puntato contro il commesso una pistola al volto, ordinandogli di aprire le cassaforte.

Dopo aver afferrato il bottino – 850 euro in gratta e vinci e quasi 15mila euro in contanti -, avevano rubato all’uomo anche il portafogli con 150 euro all’interno ed erano scappati. Ripresi dalle telecamere di videosorveglianza, i due erano fuggiti a bordo di un furgone bianco, ritrovato poi poco distante dai carabinieri. Le indagini sono partite proprio da quel mezzo, rubato il giorno prima a Nerviano a una donna che aveva lasciato le chiavi inserite nel quadro. Andando a ritroso, ancora grazie agli occhi elettronici della sala slot, gli investigatori hanno ricostruito che il Citroen Berlingò era stato posizionato lì il giorno prima. Analizzando con attenzione i frame, i carabinieri hanno quindi notato che davanti al furgoncino viaggiava una Ford Fusion, poi risultata intestata a Buda. A quel punto il puzzle è stato chiaro.

Anche attraverso i tabulati telefonici, i militari hanno ricostruito che i due la mattina del colpo avevano lasciato la Fusion dietro la sala slot, erano saliti sul furgone, avevano percorso neanche 100 metri, avevano messo a segno il blitz e poi avevano fatto la strada al contrario, lasciando lì il Berlingò certi – sbagliando – di non aver disseminato tracce. Il resto lo hanno fatto le intercettazioni, con i due che si sono traditi in più occasioni, commentando la scelta di utilizzare il furgone con un sarcastico “se uscivamo a piedi era uguale” e ironizzando sul fatto che l’impiegato vittima della rapina lavorasse lì da poche settimane.

Non solo battute, però. Perché pare che Buda – precettore di reddito di cittadinanza – e Fleres – pensionato – stessero già organizzando un nuovo colpo. “Tra poco è Natale”, diceva, intercettato, il 65enne all’amico. Che gli rispondeva, tranquillamente: “Bisogna dare un segno bello forte alla nostra vita. Se noi andiamo ai Caraibi non è meglio?”.

Fonte: MonzaToday 

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